
Chiesa di San Tommaso
Una storia di fede e memoria tra Ordine domenicano e devozione popolare
La Chiesa di San Tommaso d’Aquino sorge nel cuore del centro storico di Priverno e occupa il luogo di un’antica chiesetta dedicata a Santa Caterina d’Alessandria. Dopo la canonizzazione di San Tommaso nel 1323, l’edificio fu concesso ai Domenicani, che qui mantennero una loro comunità fino all’Unità d’Italia. Nel 1880 la proprietà passò al Comune di Priverno: la chiesa venne mantenuta al culto mentre il convento fu trasformato in asilo infantile.
Le origini e l’arrivo dei Domenicani
Già dalla metà del XV secolo la chiesa ospitava due importanti confraternite legate all’Ordine domenicano: quella del Rosario e quella di San Vincenzo Ferreri. Nel XVII secolo vi si aggiunse la confraternita dei Santi Crispino e Crispiniano, mentre nei primi anni del Novecento trovò sede la confraternita della Morte e Orazione, unica ancora attiva.
Le trasformazioni del XVII secolo
Tra il 1617 e il 1620, durante il priorato di Fra Stefano Bacilliere, la chiesa subì un profondo rinnovamento. In questo periodo furono costruite le quattro cappelle laterali sul lato destro della navata, sostituendo gli altari addossati alle pareti originali. Anche l’altare maggiore venne modificato: la statua di San Tommaso fu trasferita in cappella e al centro dell’abside venne collocata la pala della Madonna del Rosario, oggi conservata nella Cattedrale di Priverno.
Opere d’arte e testimonianze storiche
Nonostante i restauri del Novecento abbiano compromesso gran parte delle decorazioni murali, la chiesa conserva alcune preziose testimonianze storiche:
- Grande altorilievo della “Gloria di San Tommaso”, eseguito agli inizi dell’Ottocento.
- Affresco della Vergine col Bambino (XIV–XV secolo), opera di autore anonimo, situato sulla parete sinistra.
- Cappella della Madonna di Loreto, con resti di stucchi e affreschi seicenteschi.
- Copia della Madonna del Rosario del Sassoferrato, eseguita nel 1868 da Michele Menghini.
- Statua processionale della Madonna del Rosario, donata da Teodoro Valle nel 1631.
- Campana del 1636 con lo stemma Barberini e la Madonna del Rosario tra Santa Caterina da Siena e San Domenico
Le confraternite e i loro altari
La chiesa di San Tommaso d’Aquino è stata per secoli punto di riferimento delle confraternite cittadine. L’altare di San Vincenzo Ferreri conservava un affresco attribuito a Sebastiano da Alatri, raffigurante il Santo con ali serafiche, tra nubi e cherubini; l’opera fu rubata nel 1993 e restituita nel 1996. Sulla parete sinistra si trova invece l’immagine dei due martiri legati ai Cavalieri di Malta e all’Ordine di Santo Stefano, tradizionalmente scambiati per Crispino e Crispiniano.
Il complesso conventuale e la “grotta”
Dietro l’abside si trova un ambiente oggi utilizzato come deposito, chiamato la “grotta”. In origine ospitava una cappella domenicana probabilmente legata ai lavori di Fra Bacilliere nel XVII secolo. Il pavimento della chiesa fu infatti rialzato, coprendo le basi delle colonne dell’arco presbiteriale. L’antica cappella venne suddivisa in tre livelli sovrapposti: il piano terra con volte a crociera, il secondo livello con volta a botte (la “grotta”), e un terzo livello oggi in parte occupato dal corridoio del Centro Anziani.
San Tommaso oggi
La chiesa presenta oggi un aspetto sobrio, segnato dagli interventi di metà Novecento che portarono alla perdita di molti affreschi. Nonostante ciò, rimane un luogo ricco di storia, profondamente legato alla memoria domenicana e alla devozione popolare di Priverno. Le tracce artistiche superstiti e la stratificazione intervenuta nei secoli raccontano ancora l’identità religiosa della città.


















