
L'Infermeria dei Conversi
Oggi è un Auditorium...
nel medioevo era un luogo di cura e di isolamento, tra rigore cistercense e funzione comunitaria
L’Infermeria dei Conversi, a lungo identificata come infermeria dei monaci, è stata correttamente riconosciuta come spazio dedicato ai conversi malati. Nei monasteri cistercensi, infatti, l’infermeria dei fratelli laici si trovava all’esterno del nucleo monastico, ma comunque vicina all’ala loro riservata.
Questa scelta rispondeva a esigenze pratiche e organizzative: i conversi erano spesso più numerosi dei monaci e necessitavano di spazi ampi e funzionali. Fossanova rappresenta un caso emblematico nell’architettura cistercense europea proprio per la dimensione e la qualità di questo edificio.
Origini e struttura architettonica
L’infermeria fu costruita agli inizi del XIII secolo, in un periodo di grande prosperità dell’abbazia. L’edificio presenta una pianta rettangolare e robusti contrafforti sui lati lunghi, allineati agli archi trasversi interni che sostengono il tetto. L’ingresso originale, sul lato ovest, corrisponde alla seconda campata da nord e se ne può ancora riconoscere la sagoma sull’intonaco.
L’aula era illuminata da strette monofore ogivali poste in alto. Questa soluzione permetteva alla luce e all’aria di entrare senza creare correnti pericolose per i malati. Le finestre più grandi visibili oggi sono interventi del primo Novecento, tranne la prima sul lato est.
Elementi interni e funzioni originarie
All’interno sopravvivono piccole nicchie a circa 70-80 cm dal suolo, identificate come poggia-oggetti per i letti dei malati. Le pareti conservano resti della decorazione medievale: motivi geometrici tracciati in rosso su fondo bianco e fasce a girali, tipiche dell’ambiente cistercense.
Attorno all’aula principale sorgevano diversi ambienti di servizio. Sul lato est si trovavano il refettorio per i convalescenti, la cucina, il magazzino-farmacia e l’alloggio dell’infirmarius, il converso responsabile delle cure. Sul lato ovest c’erano il cortile d’accesso, l’orto delle erbe medicamentose, la cappella e la stanza per la preparazione dei defunti. Sul lato nord si collocavano le latrine, collegate a un canale derivato dal fiume Amaseno.
Un edificio isolato per motivi sanitari
L’infermeria era volutamente separata dal resto del monastero per limitare il rischio di contagio. Malattie come malaria e febbri infettive erano molto diffuse nel Medioevo e richiedevano spazi dedicati e facilmente isolabili.
L’infermeria oggi: un moderno Auditorium
Oggi l’edificio è un Auditorium e ospita concerti, eventi culturali e convegni. La struttura medievale, con archi acuti e copertura lignea a vista, si combina con l’ampia luminosità delle grandi finestre ogivali, creando un ambiente suggestivo e unico.













