
Parco di San Martino
Monumento Naturale
e Dimora storica
Il Bosco del Parco di San Martino è uno dei polmoni verdi più preziosi dell'intero territorio privernate. Nel 2019 la Regione Lazio lo ha riconosciuto come Monumento Naturale, sancendone il valore ambientale e paesaggistico.
L’alternanza tra radure a prato e grandi alberi monumentali ha permesso nel tempo l’allestimento di un’area attrezzata con tavoli, sentieri e punti di sosta, rendendo il parco uno spazio aperto, fruibile e ideale per il tempo libero.
Un bosco mediterraneo di grande valore
Il Bosco del Parco di San Martino conserva una vegetazione tipicamente mediterranea arricchita da splendidi esemplari di Sughera, Pino domestico e Leccio, accanto a querce caducifoglie come Cerro, Farnetto e Roverella. Ai margini del bosco si riconoscono anche alberi di impianto storico non autoctono, tra cui Cedri del Libano e dell’Himalaya, Tigli, Cipressi, Platani e alcune Palme.
Questa ricchezza botanica ha favorito, nei secoli, la presenza di un complesso ecosistema oggi protetto e salvaguardato.
Un rifugio naturale per molte specie animali
Camminando tra i sentieri si viene accompagnati dal canto dell’avifauna mediterranea. Sono presenti, tra gli altri: Cardellino, Verdone, Fringuello, Merlo, Picchio Rosso, Picchio Verde, Cinciallegra, Cinciarella, Balestruccio, Upupa, Ghiandaia, Allocco, Barbagianni, Civetta, Poiana, Sparviero e Gheppio.
Il bosco accoglie anche diversi mammiferi: Surmolotto, Istrice, Riccio Europeo, Cinghiale, Tasso e Volpe. Tra i rettili si possono incontrare Lucertola muraiola, Ramarro, Orbettino, Biacco e, più raramente, Marasso e Vipera dell’Orsini.
Gli alberi monumentali
Il Monumento Naturale custodisce alcuni dei più straordinari giganti verdi del basso Lazio. Tra questi spiccano due esemplari iscritti nel Registro degli Alberi Monumentali del Lazio:
> La Sughera monumentale – oltre 20 metri d’altezza, 510 cm di circonferenza, una chioma ampia che crea una vera cupola naturale. Maestosa, antica di circa 200 anni, è simbolo del Parco e meta di chi cerca un momento di quiete e contemplazione.
> Il Farnetto/Cerro monumentale – il “guardiano” dell’area pic-nic, con rami possenti e una chioma imponente che domina il prato centrale. Sopravvissuto a tempeste e intemperie, è una delle presenze più carismatiche del bosco.
Questi alberi rappresentano un patrimonio di biodiversità e memoria naturale che il Parco tutela da generazioni.
Il Castello di San Martino
Il Castello di San Martino, è un’elegante residenza rinascimentale immersa nel bosco monumentale del Parco di San Martino. Il complesso trae origine da una precedente chiesetta dedicata a San Martino e da alcuni casali rurali.
Il palazzo fu costruito intorno alla metà del XVI secolo per volontà del Cardinale Tolomeo Gallio (1526–1607), già Segretario di Papa Gregorio XIII, che ottenne i terreni dalla diocesi di Terracina intorno al 1565 e amò soggiornare in questo luogo durante il suo incarico di governatore delle province di Campagna e Marittima.
Architettura e ambienti del Castello
L’edificio è una villa fortificata a pianta quadrata, sviluppata su due livelli più un piano interrato, caratterizzata da quattro torri angolari e poderosi contrafforti. All’esterno campeggia lo stemma dei Borghese, famiglia che possedette il complesso dal XIX secolo.
Oltrepassato il portone si apre un elegante porticato con volte a crociera che affaccia sul grande cortile interno pavimentato in cubetti calcarei. Al piano terra si trova la cappella originaria dedicata a San Martino, nella quale sono conservati due pregevoli affreschi raffiguranti Papa Pio V e il Cardinale Gallio, opere della scuola romana del Cinquecento.
Una scala in pietra conduce al piano superiore, dove gli ambienti presentano splendide coperture lignee a cassettoni, restaurate di recente.













