
Palazzo della Comunità
La sede del Governo cittadino, dal medioevo a oggi
Origini medievali
Il Palazzo della Comunità nasce nel XIII secolo. Nel 1296 è già citato come sede ufficiale dell’amministrazione.
Il progetto iniziale è semplice e funzionale:
> portico aperto al piano terra,
> volte ogivali su pilastri in pietra,
> grande sala consiliare al piano superiore.
L’architettura mostra l’influenza cistercense della vicina abbazia di Fossanova: archi acuti, strutture sobrie, pietra lavorata con rigore.
Ampliamenti tra XIV e XV secolo
Tra Trecento e Quattrocento il palazzo si amplia verso est e si avvicina alla Cattedrale. L’edificio continua a funzionare come luogo di governo e di assemblea pubblica.
La sua forma si consolida e si adatta alla crescita della città.
Età moderna: chiusura dei portici
Tra Settecento e primi Ottocento il piano terra cambia funzione. Alcuni ambienti diventano carceri e gli archi del portico vengono murati.
Il palazzo assume un aspetto più chiuso e perde parte della sua trasparenza medievale.
Le grandi modifiche ottocentesche
Tra il 1856 e il 1863 l’ingegnere Raffaele Boretti guida una trasformazione profonda:
> viene aggiunto il secondo piano,
> compaiono bifore neogotiche,
> nasce il balcone centrale,
> viene installato l’orologio,
> gli interni vengono riorganizzati.
L’intervento risponde a esigenze funzionali, ma cambia in modo definitivo l’aspetto originario del palazzo.
Il progetto di recupero del Novecento
All’inizio del XX secolo il Comune vuole riportare l’edificio alla forma medievale.
Vengono coinvolti Rebecchini, Laterza e soprattutto Gustavo Giovannoni.
Giovannoni propone:
> a riapertura completa del portico,
> la ricomposizione del coronamento,
> piccole integrazioni per migliorare la facciata.
Il progetto, approvato nel 1916, rimane irrealizzato a causa dei costi.
Il restauro degli anni Cinquanta
Tra il 1955 e il 1956 l’ingegnere Gualtiero Costa realizza parte delle idee di Giovannoni. Gli archi del portico vengono riaperti e le strutture consolidate. Il Palazzo della Comunità ritrova così la sua immagine medievale, rimasta nascosta per oltre un secolo.
Un palazzo che racconta otto secoli di storia
Oggi il Palazzo della Comunità appare stratificato:
> medievale nel suo impianto,
> quattrocentesco nell’ampliamento,
> ottocentesco nelle aggiunte in elevazione,
> novecentesco nel recupero del portico.
Rimane il simbolo della vita civica di Priverno e un punto di riferimento per comprendere l’evoluzione urbana della città.













