
Il Chiostro
Spazio di silenzio, organizzazione
e spiritualità monastica
Cuore spirituale e organizzativo dell’abbazia
Nel complesso di Fossanova il chiostro rappresenta il fulcro della vita monastica. Da questo spazio si raggiungono la chiesa e tutti gli ambienti di servizio. Qui si svolgevano le attività spirituali e materiali dei monaci: meditazione, letture, lavori quotidiani e riti come la tonsura. Percorrere le quattro gallerie era, per il monaco cistercense, un vero itinerario di conversione, dal distacco dal mondo fino all’amore per Dio e per il prossimo.
Il chiostro garantiva inoltre la separazione funzionale tra l’ala dei monaci e quella dei conversi, secondo le norme dell’ordine.
Origini antiche e struttura irregolare
Il chiostro di Fossanova ha una forma quadrangolare irregolare, risultato della sovrapposizione sul peristilio di una villa romana tardo repubblicana del II-I secolo a.C. A tale irregolarità contribuisce anche il rifacimento del lato meridionale, realizzato tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo.
Gli ambienti che si affacciano sul chiostro
Il lato settentrionale confina con il corpo della chiesa e presenta due accessi distinti: uno per i monaci e uno per i conversi. A ovest si trovano la sacrestia, l’armarium, la sala capitolare, il passaggio verso i campi e l’auditorio del Priore. Al piano superiore è situato il dormitorio dei monaci, raggiungibile direttamente dal chiostro.
Sul lato orientale si organizzavano gli spazi dei conversi, con il cellarium e il dispensarium al piano terra e il loro dormitorio al livello superiore. A metà del percorso sorge la torre idraulica, un ingegnoso sistema che convogliava le acque piovane verso gli ambienti di servizio e smaltiva quelle reflue.
La galleria meridionale metteva in comunicazione il chiostro con le sale comuni, il refettorio dei monaci, la cucina e il refettorio dei conversi, serviti dal lavabo situato nel giardino.
Le gallerie romaniche: essenzialità e rigore cistercense
I lati nord, est e ovest rappresentano la prima costruzione del chiostro. Le arcate a tutto sesto poggiano su colonnine doppie con capitelli a stampella, semicircolari o a piramide rovesciata. La purezza geometrica delle forme richiama il rigore indicato da Bernardo di Clairvaux, che invitava a bandire ogni decorazione superflua in favore della meditazione.
Lo stile cistercense è confermato dalle analogie con la canonica di San Pietro de Tozulo ad Amalfi, dipendente da Fossanova dal 1214.
Datazione e tecniche costruttive
La tecnica muraria dei tre lati romanici suggerisce una datazione alla fine del XII secolo. La stilatura a falsa cortina, con mattoni dagli spigoli spezzati e affumicati, indica il riuso di laterizi provenienti dalle terme romane di fronte all’abbazia.
Il confronto più diretto è con il chiostro di San Lorenzo fuori le mura a Roma, costruito sotto papa Clemente III (1187-1191) con materiali di spoglio. I rapporti tra il pontefice e l’abate Giordano da Ceccano potrebbero spiegare l’intervento di maestranze romane nel cantiere di Fossanova. Un’ipotesi alternativa attribuisce invece questi lati al precedente monastero benedettino.
Dalla copertura a tetto alle volte a botte
Il chiostro originario era coperto da una semplice struttura lignea. Lo rivelano i mensoloni in pietra murati sulla parete della chiesa abbaziale, che conservano ancora oggi gli incassi delle travi. La sostituzione della copertura con le attuali volte a botte avvenne in un momento non documentato.
A fine Duecento venne sopraelevata la trave tra il quarto e il quinto contrafforte per accogliere l’affresco dell’Albero di Jesse. Il dipinto, legato forse all’indulgenza concessa nel 1290 da papa Nicola IV, riflette il linguaggio artistico del tardo Duecento romano.
La galleria meridionale: un’eleganza gotica
Il lato sud del chiostro fu ricostruito tra XIII e XIV secolo in uno stile ormai distante dall’austerità cistercense. Le sette campate, divise da archi diaframma, sono coperte da volte a crociera lisce con costoloni poco marcati.
Le arcate poggiano su colonnine pensili a sud e su colonne circolari e ottagonali a nord. La scansione del corridoio riflette la posizione del refettorio e del lavabo, generando due trifore a est e due quadrifore a ovest.
Decorazioni scolpite e richiami al gotico avanzato
Sui muretti-davanzale corre una sequenza di colonnine binate sormontate da archi ogivali a lancetta. Le lunette sono ornate da oculi ottagonali, cruciformi e circolari, simili a quelli della sala capitolare di Casamari.
All’esterno gli archi presentano una modanatura a “punta di freccia”, ripresa nel padiglione del lavabo. I capitelli delle trifore orientali mostrano motivi a uncino, gambo di sedano, palma e acanto spinoso, con basi decorate da trine e griffes.
Le quadrifore occidentali sono ancora più elaborate: colonnine “a punta di diamante”, fusti con fiori applicati, lacunari ottagonali con residui musivi e capitelli ispirati al fiore di narciso o alle foglie di acanto mosse dal vento. Notevole la coppia di colonne con capitelli a teste fiorite e base quadrangolare con trifora, bifora e rosone incisi.
Gli elementi musivi e le finiture dipinte in rilievo erano ancora visibili agli inizi del Novecento.
Il cantiere locale e la scuola scultorea privernate
La varietà decorativa del lato meridionale e le affinità con il pulpito della chiesa di Santa Maria ad Amaseno, realizzato nel 1291 dagli scultori Gullimari di Priverno, indicano il coinvolgimento di maestranze locali nella fase conclusiva del grande cantiere-scuola di Fossanova.













