
Il Palio del Tributo
Un viaggio nel XVI secolo tra araldi, cavalieri e antiche rivalità
Il Palio del Tributo è la grande rievocazione storica di Priverno, nata nei primi anni ’90 grazie allo storico Edmondo Angelini e a un gruppo di volontari. L’evento rievoca le antiche cerimonie tributarie che, fino all’Ottocento, legavano Priverno ai castelli vicini di Maenza, Prossedi e Sonnino.
Origini e significato del Tributo
Il termine “tributo” rimanda al pagamento annuale che i centri lepini versavano a Priverno, documentato già nel Medioevo e attestato nell’Ottocento con torce di cera e somme in scudi. La data tradizionale era il 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo.
La rinascita moderna
Dal 1994 il Palio è organizzato dall’Associazione Culturale Il Palio del Tributo, articolata nelle quattro storiche porte cittadine: Campanina, Posterula, Romana e Paolina. Ogni porta elegge i propri rappresentanti ed è protagonista della competizione e del corteo.
Il corteo storico
Il corteo rievoca la Priverno del tardo XVI secolo, periodo del Cardinale Tolomeo Gallio, figura centrale nella vita amministrativa della città. Sfilano ufficiali, centurioni, armigeri, musici, sbandieratori e figuranti, ciascuno con costumi ricostruiti sulla base di documenti d’epoca.
I costumi e gli stemmi
I costumi si ispirano ai solenne abiti cerimoniali degli amministratori, ai colori araldici delle quattro porte e ai sigilli del Comune rinascimentale. Le bandiere e i gonfaloni riproducono fedelmente gli stemmi storici.
Le quattro Porte
> Porta Campanina: caratterizzata da edifici medievali e dall’antica chiesa di San Benedetto.
> Porta Posterula: attraversata dalla via Consolare, oggi campo di gara del Palio.
> Porta Romana: rione nobile, ricco di palazzi e antiche chiese.
> Porta Paolina: la più piccola, ma con importanti testimonianze architettoniche.
La Corsa all’Anello
È il momento più atteso della festa. I cavalieri delle quattro porte percorrono un tratto della via Consolare con lancia militare senza ferro per centrare un anello sospeso. La prova unisce velocità, precisione e abilità e richiama l’antica tradizione del “bravio” rinascimentale.
Al termine della gara, il drappo del Palio viene consegnato al cavaliere vincitore e alla porta di appartenenza, in una cerimonia solenne sulla scalinata del Comune e del Duomo.
Un evento che cresce
Negli ultimi anni il Palio ha ampliato la propria offerta culturale con l'inserimento di nuovi progetti: le "Aquile della Camilla", un gruppo di sbandieratori junior e il gruppo di danza storica in costume "Carola Privernensis", ma anche laboratori per studenti, mostre, ricerche storiche e attività in collaborazione con altre città palistiche del Lazio. La Manifestazione è riconosciuta sia dalla Regione Lazio che dal Ministero della Cultura.
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