
Il 7 marzo 1274, nella quiete dell’Abbazia di Fossanova, si spense Tommaso d’Aquino, uno dei più grandi teologi e filosofi della storia della Chiesa. La sua morte trasformò questo luogo cistercense in una meta di devozione e pellegrinaggio, lasciando un’impronta spirituale che ancora oggi caratterizza l’intero complesso monastico.
Gli ultimi giorni del Dottore Angelico
Il frate domenicano stava viaggiando verso Lione, convocato da Papa Gregorio X per il Concilio del 1274, quando si ammalò prima ancora di raggiungere Roma. Era inverno, le paludi del territorio pontino rendevano
difficile il cammino e Tommaso dovette fermarsi a Fossanova per riposare.
Qui, nella foresteria dell’abbazia, le sue condizioni peggiorarono rapidamente.
Tommaso, consapevole che la fine era vicina, affrontò tutto con serenità.
Si confessò, ricevette la comunione e l’Unzione degli infermi, rispondendo personalmente alle preghiere del rito.
All’alba del 7 marzo 1274, dopo aver ricevuto nuovamente l’eucaristia, morì nella stanza al primo piano della Foresteria, oggi divenuta luogo di grande venerazione.
La sepoltura e il destino delle reliquie
Il corpo di Tommaso d’Aquino venne inizialmente sepolto nella chiesa abbaziale di Fossanova, che divenne meta di pellegrinaggi per oltre un secolo.
Il flusso si interruppe improvvisamente nel 1369, quando i domenicani trasferirono il corpo del santo a Tolosa, lasciando vuota la sua tomba,
ritrovata e restaurate oggi visibile nella navata sinistra dell’Abbazia.
A Fossanova rimasero alcune reliquie tra cui quella che veniva considerata la testa del santo. Per salvarle dai saccheggi napoleonici del 1798 furono trasferite nel Duomo di Priverno, dove ancora oggi sono custodite e da cui escono solo il 7 marzo, vigilia della festa del patrono, per la tradizionale processione.
La cappella di San Tommaso
Nel Seicento il cardinale Francesco Barberini fece trasformare in cappella la stanza in cui il santo morì, commissionando un elegante soffitto a cassettoni (oggi perduto) e un pregevole rilievo marmoreo raffigurante la morte dell’Aquinate, attribuito alla scuola del Bernini o a quella
dell’Algardi. Una testimonianza artistica che rende ancora più intenso il legame tra Fossanova e il teologo domenicano.
Il ricordo di Paolo VI nel VII centenario
Il 14 settembre 1974, per il settimo centenario della morte di Tommaso, Fossanova visse un giorno storico: l’arrivo di Papa Paolo VI,
giunto in elicottero per rendere omaggio al “Dottore Angelico”.
Una folla immensa proveniente da tutta la provincia di Latina accolse il pontefice, che dedicò parole ancora oggi attualissime alla figura
dell’Aquinate e al suo insegnamento, capace di parlare alla mente e allo spirito anche dopo sette secoli.
Un legame indissolubile
San Tommaso arrivò a Fossanova per necessità, ma lasciò al luogo una memoria eterna. La sua presenza ha fatto dell’abbazia un riferimento
spirituale unico nel Lazio, dove storia, fede e arte si intrecciano in modo indissolubile. Visitare Fossanova significa entrare nel luogo in cui
il grande teologo completò il suo viaggio terreno, lasciando un’eredità che ancora oggi continua a illuminare il pensiero cristiano.













